Come conquistare una modella: mission impossible?

Alcune modelle ci raccontano come amano farsi corteggiare dai loro ammiratori.

Per saperne di più, abbiamo fatto qualche domanda maliziosetta a chi conosce bene il loro mondo.

Il sogno proibito di ogni maschio dotato di un livello accettabile di testosterone è sicuramente un incontro molto ravvicinato con una modella. Aspirazione legittima, che andrebbe annoverata tra i diritti fondamentali dell’uomo, ma il problema è: la si può concretizzare seriamente? Lo siamo andate a chiederlo nell’ambiente della moda, sentendo anche il parere delle parti in causa: le modelle.

Non tampinarle sul posto di lavoro

inutile cercare di intrufolarsi nei luoghi dove svolgono la loro attività, perché sono super impegnate e i loro driver (autisti-accompagnatori) non le perdono d’occhio un momento. Questo vale, in generale, per le “settimane della moda”, troppo stressanti per permettere loro di pensare ad altro: tanti baci e abbracci con la gente del giro, ma sono solo public relay Shawn. Durante gli altri periodi dell’anno, si può cercare di incontrarle alla fine di una sfilata nei locali pubblici intorno alla manifestazione.

Le modelle, sapendo di essere sempre al centro dell’attenzione per la loro avvenenza, sono abbastanza diffidenti nei confronti degli estranei. Cercano, piuttosto, sicurezza e protezione. Hanno una ventina di anni, ma come compagni, magari occasionali, scelgono spesso uomini benestanti sopra i 30: imprenditori, manager e dirigenti delle case di moda che potrebbero aiutarle nella carriera. Tutti uomini griffatissimi e più o meno palestrati, mentre è difficile che riescono a distinguere i ragazzi comuni dalla tappezzeria.

La soggezione davanti allo splendore della modella è più facilmente superabile da chi ha ampi mezzi economici. Questo tipo di uomini attacca bottone con le ragazze e poi scambi il numero di telefono per incontrarsi fuori dall’ambiente di lavoro.

Ci si dà appuntamento per una birra nei locali aperti fino a tardi: la maggior parte delle modelle a un’intensa vita notturna. Le storie che seguono, poi, sono quasi sempre passeggere. Molte ragazze vogliono evitare che un uomo intralci i loro movimenti (che, per esempio, vieti loro di frequentare certi posti o persone).

Anche se la maggior parte ama parlare delle costose auto dei loro amici e dei posti interessanti dove vengono portate nei weekend, alcune modelle sono più attratte dall’uomo bellissimo anche se squattrinato, e per questo frequentano i colleghi modelli.

Presentarsi al top

generalmente le modelle, consapevoli del richiamo che esercitano, hanno un’aria imbronciata, che non invita all’approccio. Obiettivamente, non è impresa facile farle capitolare se si è un “signor nessuno”, ma c’è anche chi riesce nell’impresa pur essendo una persona perfettamente normale. È chiaro che ci riferiamo a quel 50% di uomini abbastanza evoluti da non fischiare dietro a una bella ragazza o fare complimenti pesanti per non dire volgari.

Per prima cosa, è fondamentale non avere l’aria da ragazzini (cioè comportarsi in maniera insicura), curare il fisico e non essere trasandati. In questo modo si dovrebbe rientrare nella categoria degli uomini presi in considerazione da una donna bellissima, almeno abbastanza per poterle offrire un caffè.

Tre modelle su quattro vengono dai paesi dell’est. Contrariamente alle leggende di cui sopra, queste signorine sono ben poco “friendly”: si massacrano di lavoro e pensano poco divertirsi, al contrario delle ragazze occidentali, che sono invece interessate a uscire di sera e a visitare la città che le ospita. Le ragazze dell’est, al massimo, escono per andare in via Montenapoleone a comprarsi una borsetta.

Come tutte le ragazze, la modella accetta raramente un invito il giorno stesso che la si conosce: bisogna riuscire a capire i suoi giri fuori dall’ambiente di lavoro e cercare di incontrarla almeno una seconda volta, in maniera apparentemente casuale. Per l’atteggiamento da tenere valgono sempre le tre “S”: simpatia, simpatia, simpatia.

Tentare ha un costo

Le modelle, in realtà, sono persone semplici, ma vanno solo nei locali frequentati da gente esclusiva, come chiacchierato Hollywood di Milano. Ragazze normali in un albergo a cinque stelle possono trasformarsi in vamp lunatiche. Quando, però, si entra in confidenza con loro, scherzano, ridono, si lasciano portare fuori a cena.

Se si riesce a evitare una modella da qualche parte bisogna mettere in conto che le spese, naturalmente, sono tutte a carico del corteggiatore. Occorre calcolare prima se l’investimento sarà redditizio. Anche se si riesce a fare breccia meglio non sperare in una storia importante. Anche le ragazze, come da sempre gli uomini, hanno iniziato ad apprezzare l’avventura. Per questo, dopo la prima volta, molto difficilmente ce ne sarà una seconda.

Per conoscere belle ragazze, invece di pedinare modelle, è forse più utile farsi amico un loro collega. Molti modelli si sentono delle rockstar che amano organizzare grandi feste private piene zeppe di donne belle cariche di allegria. Ma questa è un’altra storia.

Scorazzate dal driver

Il driver non fa solo da autista, ma pianifica tutta la giornata delle modelle, portandole alle location dei servizi fotografici, alle sfilate e ai casting (dove vengono selezionate per i lavori da svolgere). Il driver serve soprattutto le principianti venute da fuori Milano, in attesa che imparino a usare la metropolitana, e a quelle che, guadagnando molto, esigono l’autista privato. Il ruolo del driver diventa fondamentale a febbraio e a settembre, in occasione delle sfilate milanesi più importanti. Ma l’aiuto può essere allagato anche 1000 piccoli problemi quotidiani. Alcune modelle, per esempio, devono essere aiutate anche all’aeroporto perché non hanno mai preso l’aereo. Esistono agenzie specializzate come quella dove lavora Max, trent’anni: “Le modelle non sono felici fino in fondo: sono sempre in giro, non sanno mai con chi confidarsi”. I driver vengono messe a disposizione anche da altre strutture, come la palestra “futura” di Cologno aprì parentesi Lodi), dove lavora Flavio, 39 anni: “Le modelle si comportano come le loro coetanee di oggi. Sono interessate a fare nuove esperienze, come è sempre stato per gli uomini”.

La parola alle modelle

Non mi piacciono gli uomini che fanno battute volgari, né quelli eccessivamente esuberanti, che continuano a vantarsi di cose che, peraltro, spesso non hanno. L’uomo deve divertirmi e proponi sempre cose nuove interessanti, portarmi nei pub e nelle discoteche del centro o magari in giro. Per esempio al mare. Non mi piacciono gli uomini troppo muscolosi, ma devono avere un bel fisico e i capelli corti. Un corteggiatore deve cercar cercare di farmi divertire, ridere, comunque intrattenermi, non annoiarmi. L’approccio sbagliato, invece, è quello troppo diretto, andare subito al punto. Si può propormi di bere qualcosa o di uscire insieme, ma nei dovuti modi.

Laura
23 anni, fidanzata, oltre a lavorare come impiegata fa servizi fotografici e sfilate per l’intimo

Detesto il tipico approccio da discoteca: chiedere se una sigaretta o se vuole qualcosa da bere. Ha una persona che mi piace a pelle possono bastare pochi minuti per invitarmi a un aperitivo e poi a cena, o a fare una passeggiata. I ragazzi, però, Fanny preziosi: vogliono essere cercati. Non è come una volta, quando corteggiavano le donne. Oggi il contrario. Si fanno avanti, si esce le prime sere e poi si tirano indietro aspettando di essere chiamati. A me piace che ha molte attenzioni, chi mi porta fuori a mangiare in giro. Un uomo che mi sappia ascoltare, perché parlo molto, ma anche sincero esprimere le proprie opinioni. Non deve essere uno zerbino, con il quale puoi anche fare la cretina davanti a lui che tanto rimane sempre ai tuoi piedi, ma neanche uno stronzio (che si fa solo i cavoli propri). Non mi piace un fisico troppo costruite in palestra, lo vogliono male ma tenuto bene. Gli uomini li preferisco mori, con la carnagione scura. Può non essere bello, ma neanche un cesso, perché anche l’occhio vuole la sua parte.

Claudia
19 anni, singoli in via di finanziamento, oltre a sfilare partecipa concorsi di bellezza, fiere e pubblicità

Non mi piace che mi piomba davanti chiedendo il numero di telefono. La situazione ideale incontrarsi casualmente in un locale, scambiare due chiacchiere e dopo circa un’ora e mezza invitarmi a bere qualcosa. Per me giacca e cravatta sono tassative. L’errore tipico e fare cascamorto, cioè ripetere complimenti sdolcinati. Vanno bene gli apprezzamenti, ma bisogna anche saper andare oltre. C’è poi chi si vanta di avere una casa in Sardegna o in Val d’Aosta e poi, all’ultimo momento, sostiene che la pena venduta! Ci sono persino uomini che fingono di essere colti e che invece sono ignoranti. Quella che mi conquista, invece, è la persona che sa farmi divertire. Il ciabattone, il pantofolaio, non mi interessa. Voglio uno che mi porti a cena fuori, non mi piace la discoteca ma gradisco il weekend al mare. Inoltre, deve essere una persona buona e sincera. Fisicamente va bene un poco più alto di me, se più basso cadiamo nel ridicolo. Preferisco i caratteri mediterranei: capelli neri, occhi scuri e pelle abbronzata. Non vale stato, con un fisico normale. Sicuramente deve essere bello, anche se la bellezza è soggettiva.

Doris
19 anni, singoli, lavora da quattro anni come modella e partecipa concorsi di bellezza

Mai mandare l’amico, come mi è capitato di vedere. Non mi piace neppure chi, per conoscermi, mi offre timidamente una sigaretta. Al posto dell’umiltà e della scusa pretestuosa preferisco uno che mi domandi apertamente: “ciao, come ti chiami?”. Se un uomo viene a parlarmi è ovvio che ci sta provando, e allora, a quel punto, conviene essere diretti, anche se, certo, non è il caso di dire “mi sono innamorato di te”. Bisogna offrire da bere e fare qualche domanda dimostrando di essere una persona sciolta. Occorre corteggiare facendo complimenti, di mostrare interesse per me. Evitare di essere insistenti, se non sono interessata: inutile mandare e-mail di tre pagine. Le prime volte a cena deve offrire lui, se poi diventa il mio “moroso” si fa a metà. Non bisogna neppure dimostrarsi troppo gelosi da subito, per esempio, avere da ridire se indosso la minigonna, oppure, al contrario, guardare troppo le altre ragazze. Occorre cercarmi con lo sguardo e stammi vicino, trovare un feeling. A me piacciono i tipi prestati, non necessariamente altissimi. Mi colpiscono la mascella, le spalle, il sorriso e anche il sedere. Deve essere un bell’uomo, o anche un tipo. Ogni uomo, comunque, ha delle possibilità. La cosa importantissima è che non si senta uno sfigato, che sia convinto lui per primo di potercela fare. È importante il modo di vestire. Se uno si veste bene dimostra di tenere alla propria persona. Pantaloni eleganti o jeans carini, magari con la camicia bianca, intorno a me vedo tantissime single: appena si vede che un ragazzo ha dei difetti si preferisce tagliare lì. Anche noi donne vogliamo avere diverse esperienze. Se qualcuno mi propone una relazione seria, in effetti, un po’ mi spaventa.

Melissa
20 anni, single, oltre a fare la modella studia Beni Culturali all’Università di Pavia

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